martedì 13 dicembre 2016

Step 22: Lo Zaffiro nell'Architettura

In occasione della prima edizione del “Forum Universale delle Culture” (evento promosso dall’Unesco su temi come le condizioni per la pace e i diritti umani) tenutosi nel 2004 a Barcellona, venne recuperata e costruita un’Area Forum situata sulla costa della città.
Tra gli edifici costruiti per l’evento spunta l’Edifici Fòrum (noto anche come “Museu Blau de les Ciències Naturals”) dello studio di architettura Herzog e de Meuron.
Si tratta di un palazzo triangolare blu, di circa 180 metri per lato e 25 di altezza, caratterizzato da un’eccezionale flessibilità, in quanto attualmente ospita un museo di storia naturale, ma è anche dotato di un auditorium da 3200 posti, bar, ristoranti e spazi per il relax e la meditazione, inoltre lo sviluppo orizzontale del volume va a creare una grande piazza coperta che esalta lo spazio pubblico all’aperto favorendone l’utilizzo durante tutte le stagioni.
Esteticamente, le facciate blu, scavate dai profondi tagli verticali delle finestre, e il rivestimento acciaio inox attraverso la particolare texture creano un effetto che evoca i riflessi dell’acqua.




In alto e in basso: due viste dell'edificio da diverse angolazioni; a sinistra: un particolare di una delle facciate.

Vista aerea dell'Area Forum


Sitografia:

mercoledì 7 dicembre 2016

Step 21: Personaggi storici legati allo Zaffiro

Andando a ricercare nella storia (antica e moderna) personaggi legati al color zaffiro ed all’omonima pietra preziosa balza agli occhi un uomo che ha scritto parte della storia medievale: Carlo Magno, re dei Franchi e dei Longobardi e primo imperatore del Sacro Romano Impero.
Egli fu, tra le altre cose, un grande collezionista di reliquie, infatti è molto noto il suo “talismano” costituito da due zaffiri che racchiudono alcuni pezzi della vera croce di Cristo e una ciocca di capelli della Madonna (attualmente il gioiello è custodito nel tesoro della cattedrale di Reims).
Talismano di Carlo Magno

Altre testimonianze storiche di personaggi legati a questo colore si hanno con Teodolinda, regina consorte dei Longobardi e d’Italia della quale ci è stata tramandata la corona, gioiello d’oro tempestato di zaffiri custodito nel Museo del Duomo di Monza, e, avvicinandoci ai giorni nostri, con Sant’Edoardo (noto anche come Edoardo il Confessore), re d’Inghilterra ed il famoso “Zaffiro di Sant’Edoardo”, incastonato tuttora al centro della croce di Malta sulla sommità della corona inglese.
Corona di Teodolinda
Corona imperiale inglese











Proseguendo verso tempi molto più recenti, un altro uomo ha legato la sua immagine al colore ed alla pietra, si tratta di Auguste Victor Louis Verneuil, chimico francese vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, noto per aver inventato, nel 1891, il primo processo, tuttora in uso, per sintetizzare artificialmente il corindone (zaffiri o rubini).


Sitografia:

domenica 4 dicembre 2016

Step 20: Lo Zaffiro nella Moda

Ricercando lo zaffiro nel mondo della moda e delle sfilate, salta agli occhi un abito della collezione Primavera Estate 2015 del celeberrimo stilista italiano Valentino.
In questa collezione, la Maison vuole tornare al gusto neoclassico dell’Italia del diciottesimo secolo, quando le artificiosità del barocco sono rimpiazzate dalla statuaria bellezza greco-romana.


Questo abito di un colore molto simile allo zaffiro è costituito da un top “a grembiule” e decorato con fiori in pizzo lavorato e traforato. La modella inoltre calza dei sandali molto simili ai “coturni”, calzatura dell’antichità, altro leit motif della collezione.

Per ammirare tutti i vestiti della collezione:

Sitografia:

giovedì 1 dicembre 2016

Step 19: Anatomia dello Zaffiro

Il color BLU ZAFFIRO nasce grazie alla pietra omonima e si lega ad essa indissolubilmente.
Questo blu molto profondo, che si può scorgere durante una notte stellata, è quindi un colore capace di donare pace e tranquillità a coloro che avvolge, a differenza del suo “gemello”, il rosso rubino, simbolo per eccellenza della passione e dell’impulsività.

Questo è un colore tanto intenso quanto limpido capace di dare anche un senso di fiducia in colui che lo porta, spesso, infatti, le persone che amano questo colore sono persone fedeli e sincere, sulle quali si può contare. A questo proposito lo zaffiro viene usato anche come pietra negli anelli di fidanzamento come segno di un legame indissolubile.


Questo tipo di tonalità di blu viene associato anche alle divise delle forze dell’ordine (come Polizia o Carabinieri), in quanto è un colore che dona sicurezza e dà una sensazione di solidità alle persone che lo vedono e, sempre per questo motivo, è utilizzato (talvolta assieme al bianco) nei marchi del mondo della finanza, delle attività bancarie e dei trasporti.

Il blu, in generale, trasmette anche una sensazione di pulizia essendo il colore dell’acqua.


In definitiva, il colore BLU ZAFFIRO può essere considerato tra i colori più nobili, molto spesso infatti, anche nell’antichità, veniva accostato ai sovrani e agli dei.
Rappresentazione del dio egizio Amon
Corona di Imperiale di Stato inglese
con lo zaffiro degli Stuart

lunedì 28 novembre 2016

Step 18: Lo Zaffiro nella Pittura

È possibile reperire il color blu zaffiro in molte opere pittoriche, in quanto, un blu così intenso, viene utilizzato spesso per rappresentare paesaggi notturni appena illuminati.

È questo il caso della “Notte Stellata sul Rodano”, uno dei dipinti maggiormente conosciuti del pittore olandese post-impressionista Vincent Van Gogh, realizzato durante il suo soggiorno ad Arles nel settembre 1888 ed attualmente esposto al Musée d’Orsay a Parigi.

"Notte Stellata sul Rodano", olio su tela, 72,5 x 92 cm, 1888
Possiamo formulare ipotesi corrette sulla realizzazione e sul significato di questo quadro grazie alla corrispondenza letteraria che il pittore aveva col fratello Theo.
Nell’opera il pittore posa diversi strati di pittura uno sull’altro per ottenere l’effetto “nube” che avvolge tutto l’ambiente; inoltre la posizione dalla quale è ritratto il paesaggio è stata scelta appositamente dal pittore perché permette di riportare i riflessi della luce della città di Arles nel fiume Rodano.
Opera gemella di questa è la famosissima “Notte Stellata”.

Per ogni approfondimento sull’opera:

Sitografia:

domenica 27 novembre 2016

Step 17: Lo Zaffiro nei Brevetti

Nel mondo moderno delle innovazioni tecnologiche, come nel mondo antico (il primo brevetto risale all’Antica Grecia) delle grandi scoperte, il creatore di una qualunque invenzione, di un modello o di un marchio di impresa ottiene il diritto esclusivo di sfruttamento depositandone il brevetto.
Con invenzione si intende una nuova soluzione ad un determinato problema tecnico riguardante un processo o un prodotto.

Uno dei tanti brevetti depositati in cui è presente il color zaffiro è stato pubblicato nel 2015, ed è stato inventato da Jack Malinowski, Gary Lacourt e Frank Calcagni, e riguarda la creazione di un’imitazione artificiale di un diamante, che abbia caratteristiche molto simili ad un diamante vero, avente un rivestimento di zaffiro.
Di seguito i dati del brevetto ed una breve descrizione.

Numero di pubblicazione
US9055792 B2
Tipo di pubblicazione
Concessione
Numero domanda
US 13 / 577.068
Data di pubblicazione
16 giu 2015
Data di registrazione
4 feb 2011
Data di priorità
4 feb 2010
Pubblicato anche come
US20130239614, WO2011097498A2, WO2011097498A3
Inventori
Jack Malinowski, Gary Lacourt, Frank Calcagni
Assegnatario originale
Lautrec Corporation

Il brevetto consiste, come detto prima, nella creazione di un’imitazione di un diamante fatta in laboratorio atta a realizzare una gemma, composta prevalentemente da ittrio e zirconio alla quale viene applicato un rivestimento di zaffiro tramite una deposizione con un fascio ionico, avente caratteristiche fisiche e visive simili a quelle di un diamante. Questa invenzione ha anche lo scopo di migliorare le proprietà, per renderle più simili a quelle di un diamante, della zirconia, nota imitazione della pietra preziosa.

Presente in sitografia un link che rimanda all’intera descrizione del brevetto depositato.

Sitografia:

sabato 26 novembre 2016

Step 16: Lo Zaffiro nel Design

 "(…) La Gommapiuma Pirelli ha rivoluzionato, si può dire, la forma delle poltrone. È questo uno dei casi in cui il gusto moderno trova nel materiale il mezzo per raggiungere forme nuove e caratteristiche riesaminando d’accapo i problemi formali di questo tipo di mobile (…)".
Franco Albini, 1936

Nel ricercare il nostro colore all’interno del mondo del design italiano, ecco la poltrona “Fiorenza”, disegnata nel 1952 dall’architetto e designer italiano Franco Albini, importante architetto del XX secolo aderente al Razionalismo Italiano.
La poltrona diventò immagine simbolo della gommapiuma (poliuretano espanso elastico), ultima frontiera della produzione di mobili imbottiti dell’epoca.
 
Poltrona Fiorenza blu
"La poltrona Fiorenza - scriveva Franca Helg, dello studio Albini-Helg - che Arflex mise in produzione nel 1952, è il re-design di una poltrona che Franco Albini disegnò nel 1939 e che fu realizzata in pochissimi esemplari di produzione artigiana. La produzione Arflex ebbe diverse successive rielaborazioni: le varianti riguardavano soprattutto il cavalletto di legno e il suo modo di connessione con le parti imbottite. Per le sue specifiche caratteristiche di design e d'uso, Fiorenza è in effetti una poltrona molto comoda per una corretta posizione ergonomica, sia per la conversazione che per la lettura e il riposo. Può essere confrontata con le tradizionali "bergères", pur avendo una linea leggera e un disegno molto inciso di gusto contemporaneo".

La struttura portante a vista è in legno massello di faggio tinto noce, mentre lo schienale e la struttura del sedile sono in legno massello di abete rivestito di gommapiuma indeformabile, avente densità differenziate. Il bracciolo invece è in metallo ricoperto da gommapiuma flessibile, mentre l’elasticità della seduta è ottenuta grazie a delle cinghie elastiche rinforzate. Inoltre la poltrona non è sfoderabile.

Sitografia: